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famiglie laziali

viterbo e provincia

collezione di Leonardo Brenci storia della famigliastoria della famiglia

I trisnonni (genitori della trisnonna paterna) erano produttori di corde poichè allora, nella nostra zona, si coltivava molta canapa;produzione e commercio di corde permetteva un buon tenore di vita alla famiglia;dal matrimonio dei trisnonni nacquero due femmine e due maschi;della bisnonna, morta tragicamente, si racconta che era una donna molto bella e generosa;il nonno, di soli 6 anni quando è morta,ricorda che, insieme al terzo figlio, allattava anche i gemelli di una sua amica che non aveva latte sufficiente.
i trisnonni (genitori del bisnonno paterno) erano di Acquapendente (allora in prov. di Roma); il trisnonno, boscaiolo e contadino, vendeva legno e vino prodotto dalla sua vigna; dalla trisnonna (casalinga)ha avuto 2 figli maschi; il bisnonno paterno Elvino e il prozio Elpame. Il trisnonno, che aveva scelto questi nomi, diceva sempre che, se gli fossero nate due femmine, le avrebbe chiamate Abbondanza e Carestia.
il bisnonno paterno, nato e vissuto ad Acquapendente, faceva il falegname;ha combattuto nella I guerra mondiale; dalla bisnonna ha avuto 3 figli maschi; dopo la tragica morte della bisnonna, egli si è sposato con una donna di Acquapendente che faceva la governante in una casa signorile di Napoli; dal nuovo matrimonio non ha avuto figli.
la seconda bisnonna è stata una seconda madre e una nonna straordinaria; della sua generosità e del suo affetto, del suo sostegno a chi aveva bisogno di aiuto è rimasta memoria nella famiglia e tra le persone del paese.
il nonno paterno, nato e vissuto ad Acquapendente,ha combattuto nella II guerra mondiale (3 anni in Africa e 3 anni in un campo di prigionianello stato dello Utha, in America). Il nonno, fin da quando frequentava la sc.elementare, ha imparato il mestiere del sarto,nelle botteghe del paese e poi in un laboratorio di sartoria a Roma (dopo tornato dalla prigionia); perciò ha aperto una sua sartoria con molti lavoranti. Nel 1958 il nonno ha chiuso la sartoria e ha aperto un ristorante-bar-pizzeria nella casa nuova da poco costruita, ubicata sulla Cassia; il locale, gestito insieme alla nonna e alla bisnonna materna (che a quel tempo lavorava come cuoca in un albergo del paese), fu aperto perchè le confezioni avevano fatto diminuire molto il lavoro della sartoria, mentre c'era molto lavoro per il ristorante sulla Cassia (allora unica via a collegare Roma e Firenze), transitata da un grande flusso turistico. Il nonno e la nonna paterni hanno interrotto l'attività del ristorante, condotta sempre a livello familiare, quando i loro 2 figli si sono laureati (il babbo in medicina e la zia in lettere) e hanno incominciato a lavorare. La zia paterna non si è sposata e non ha avuto figli, mentre dal babbo e dalla mamma sono nato io, mio fratello e mia sorella.
I trisnonni (genitori della trisnonna materna) erano di Deruta (PR); il trisnonno, fattore in una proprietà di un signore del luogo, e la trisnonna (casalinga) hanno avuto un figlio, poi, a distanza di alcuni anni, la bisnonna materna. Questa, di famiglia benestante, non ha ascoltato le raccomandazioni di sua madre di diventare maestra; ha voluto invece imparare dalle suore il ricamo e altri lavori femminili. Rimasta orfana di madre a 13anni, dopo pochi anni ha conosciuto il bisnonno materno che, falegname ed ebanista, era stato mandato a Deruta da suo padre (proprietario di una segheria e falegnameria) per fare mobili per un prete. Per l'opposizione del padre e fratello della bisnonna al loro matrimonio, i bisnonni materni lasciarono Deruta e si sposarono lo stesso giorno a Perugia, però, per sposarsi, la bisnonna rinunciò a tutta la sua parte di patrimonio familiare. i bisnonni vissero ad Acquapendente ed ebbero 4 figli. Dopo un intervento chirurgico il bisnonno morì e a soli 18 anni morì (per lo scoppio di una bomba raccolta imprudentemente) anche il figlio maggiore che aiutava la bisnonna a sostenere la famiglia. La bisnonna ha fatto tanti lavori e ha cercato di sfruttare tutte le sue capacità:ha fatto la cuoca in famiglie signorili di Roma,di Brescia e di Acquapendente; per un periodo ha aperto un piccolo bar, poi un negozio di casalinghi e di frutta e verdura; ha messo in vendita tovagliati e biancheria da lei tessuti e ricamati, ha preparato dolci e paste per i locali pubblici di allora. le due figlie femmine della bisnonna si sono sposate: la maggiore, trasferitasi presso Roma, ha avuto 2 figli (come la nonna materna); il figlio minore è emigrato, giovanissimo, in Francia; dopo un rientro in italia durato alcuni anni, è tornato in Francia , dove è morto (era sposato senza figli).
i trisnonni (genitori del bisnonno paterno) erano di Acquapendente;il trisnonno aveva una segheria e falegnameria; dal matrimonio con la trisnonna nacquero 6 figli:2 femmine e 4maschi; il bisnonno, come alcuni dei suoi fratelli, imparò il mestiere di falegname e di ebanista e, per la sua bravura nel costruire e intarsiare mobili,era considerato un artista.
La nonna paterna è nata e vive ad Acquapendente; per la morte del bisnonno e per le difficoltà della bisnonna ad allevare i 4 figli, la nonna è entrata nell'orfanotrofio delle monache di S. Vincenzo del paese; vi è rimasta dal 1941 al 1944 ed è uscita per riunirsi alla famiglia quando ad Acquapendente ci furono bombardamenti poichè si avvicinava il passaggio del fronte durante la II guerra mondiale. Finita la guerra, la nonna si è fidanzata col nonno tornato dalla prigionia in America. Prima del matrimonio la nonna lavorava come pantalonaia per le sartorie da uomo ( il lavoro veniva svolto a domicilio).
I trisnonni (genitori del bisnonno materno) erano contadini che lavoravano, insieme ad altre famiglie, nel podere barlettara (sotto Monte Rufeno); lavoravano a mezzadria, ma stavano bene perchè il podere produceva molto; si ricorda che i contadini di questo podere prestavano spesso soldi ai paesani, ma facilmente li perdevano perchè poi venivano imbrogliati. I trisnonni ebbero 4 figli; uno morì bambino in seguito a un tragico incidente: mentre badava i tacchini si avvicinò ad un fuoco acceso sull'aia e il suo grembiulino prese fuoco; le ustioni furono tanto gravi che non si salvò.
i trisnonni (genitori della bisnonna materna) vivevano nel poder Fabbro (sotto S. Casciano dei Bagni (SI)) e facevano anch'essi gli agricoltori a mezzadria; ebbero più di 10figli; la loro vita era molto faticosa, si aiutavano essendo più famiglie, ma spesso la convivenza di tante persone era difficoltosa.
Quando c'erano i lavori più grossi da fare(aratura,vendemmia ecc.) i contadini di poderi vicini si aiutavano a vicenda; d'inverno facevano le veglie nelle stalle per stare al caldo e "scartocciavano" il granturco; per carnevale nei poderi si organizzavano veglie danzanti al suono della fisarmonica; vi partecipavano anche i giovani del paese a cui si offrivano vino e castagnole.
il bisnonno e la bisnonna materni si sono conosciuti in una di queste situazioni; e quando si sono sposati sono andati a vivere al podere Barlettara; il bisnonno ha combattuto nella guerra d'Etiopia e raccontava di aver ricevuto una punizione quando era in Africa percui fu legato di spalle a un altro soldato e lasciato per ore tormentato dalle mosche e altri insetti su tutto il viso.
i bisnonni materni (genitori del nonno) hanno avuto 2 figli: la prozia, dopo il matrimonio, si è trasferita al paese e poi a Montalto (VT); il nonno, dal podere Leonello (presso Proceno) dove si era trasferito e lavorava a mezzadria per un nuovo padrone, si è trasferito nella sua casa ad Acquapendente dopo essere andato in pensione. Il nonno e la nonna paterna si sono conosciuti durante i lavori in campagna.
I trisnonni (genitori della nonna materna) abitavano nel podere delle monache presso Trevinano (fraz.di Acquapendente); il trisnonno, ferito nella prima guerra mondiale, prendeva una pensione, ma quando andava in paese per riscuoterla, si ubriacava e tornava a casa accompagnato e senza un soldo perchè veniva derubato. La trisnonna era mite e paziente e cercava in ogni modo di proteggere i 6 figli dall'aggressività del marito.
La nonna materna e il nonno, dopo il matrimonio, sono andati ad abitare insieme ai bisnonni materni; hanno avuto 3 figlie; la prima figlia (mamma) è nata al podere; a causa di un emorragia dopo il parto, la nonna fu portata in ospedale ad Acquapendente con la topolino del dottore insieme alla levatrice; la mamma, appena nata, la seguì in braccio alla bisnonna trasportata in motocicletta da uno zio. La mamma e le zie si sono tutte e tre sposate; hanno studiato (la mamma e la zia maggiore sono diplomate, la zia minore è laureata e insegna); dal babbo e dalla mamma siamo nati io e i miei due fratelli che studiano all'università di Siena. Dalla ricerca delle foto fatta nella mia famiglia, ho potuto capire che, all'epoca dei miei trisnonni e anche dei bisnonni, i miei parenti facevano fotografie solo nelle occasioni più importanti, perchè non avevano tempo da dedicare alla raccolta di ricordi e non ci pensavano nemmeno ad andare da un fotografo o a chiamarlo; inoltre, anche i nonni mi hanno detto che non avevano molte possibilità economiche e prima di spendere i soldi per farsi una foto ci pensavano bene.
Anche i miei genitori non hanno molte foto delle loro vita; non possedevano macchine fotografiche in famiglia e quindi capitava che facevano foto solo occasionalmente; ancora adesso nella mia casa non possediamo macchine fotografiche e le foto più recenti e abbastanza numerose di noi figli sono state prevalentemente scattate dagli zii materni e paterni.
Leonardo Brenci
          
Ritratto di Uliano e Diamondo Brenci
1924 ca.Ritratto di Uliano e Diamondo Brenci

Da sinistra: Uliano e Diamondo Brenci.
Uliano è vestito alla marinaretta e si appoggia ad un piccolo bastone.
Diamondo invece è seduto su una sedia e indossa una sorta di bavaglino, o colletto, bianco e quadrato che gli copre tutte le spalle.
I due bambini si trovano in una stanza con pavimento a losanghe e, si direbbe, tappezzeria alla pareti. Alle loro spalle si intravede una pianta da vaso.

le altre foto della collezione di Leonardo Brenci

  • domenica, 12 set. 1915 Ricordo di guerra di Elvino Brenci
  • giovedì, 21 giu. 1917 Ritratto di Agnese Cavallari
  • 1923 ca. Elvino Brenci e Cormanno Sugaroni in posa con i compagni di lavoro
  • 1924 ca. Festeggiamenti per la fine dei lavori di costruzione di Villa Morelli
  • 1924 ca. Ritratto di Uliano e Diamondo Brenci
  • 1924 ca. Uliano e Diamondo Brenci
  • anni '20 Ritratto di Filomena Bedini
  • 1928 ca. Diamondo Brenci prende l'acqua alla fontana del Rigombo
  • martedì, 22 dic. 1931 Ritratto della famiglia Brenci
  • 1933 ca. Ritratto della famiglia Sugaroni
  • 1935 ca. Matrimonio di Nello Fastelli e Ottavia Maggi
  • 1936 Cresima di Lolita Sugaroni
  • mercoledì, 10 set. 1941 Elvino Brenci dopo una battuta di caccia
  • 1942 Ricordo di scuola di Lolita Sugaroni
  • feb. 1949 Matrimonio di Velia Sugaroni e Uliano Brenci
  • giovedì, 28 apr. 1949 Matrimonio di Lolita Sugaroni e Diamondo Brenci
  • 1951 ca. Diamondo Brenci con la compagnia teatrale
  • 1951 ca. Spettacolo teatrale di Diamondo Brenci
  • 1954 ca. Remo e Stefano Brenci con il pugile Tiberio Mitri
  • 1954 Elvino Brenci con i compagni d'armi
  • 1956 ca. Remo e Patrizia Brenci davanti al Cinema e Teatro Boni
  • 1956 Ritratto di Bruna Pifferi
  • 1956 Remo Fastelli in ospedale
  • 1956 ca. Iolanda Mariotti in una pausa dal lavoro
  • mag. 1960 Prima comunione di Remo e Patrizia Brenci
  • 1963 Remo Fastelli e Febo Pifferi con i compagni di lavoro
  • 1964 ca. Anna Lori Fastelli in posa in un giardino
  • 1966 Battesimo di Lorena Fastelli
  • 1967 Bruna Pifferi in posa con le figlie
  • 1968 ca. Cresima di Anna Lori Fastelli
  • 1968 ca. Remo Brenci con i compagni di squadra
  • 1970 ca. Iolanda Mariotti lavora a maglia con le amiche
  • giu. 1994 Lolita Sugaroni gioca con Leonardo Brenci
  • dic. 2000 La famiglia Brenci festeggia il Natale
  • dic. 2001 I fratelli Brenci in visita dai nonni